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Ho
avuto il grande piacere di prender parte ad un viaggio particolare in Belgio organizzato
dalla Belcolade, grande ed ora unica ditta 100% Belga produttrice di cioccolato
semilavorato per i professionisti. Il mio "cicerone"? un accompagnatore
d'eccezione: il maestro cioccolatiere belga Edouard Bechoux. La
nostra delegazione Italiana, oltre che dal sottoscritto, era composta da una importante
giornalista del settore professionale, Monica Viani (Il Pasticcere Italiano) e
da quattro pasticceri di tre province diverse: Asti, Ferrara e Caltanissetta. Il
viaggio è iniziato immediatamente nel cuore del cioccolato
a Florenville,
direttamente nel locale di Edouard Bechoux. Tutto curato nei minimi dettagli e
soprattutto
niente lasciato al caso. Appena entrati si rimane colpiti
dalla grande parete che sembra una tavoletta di cioccolato ed invece è
lo schienale per i tavolini. La luce soffusa e non diretta fa scoprire il grande
tavolo centrale pieno di cioccolato in ogni forma e tipologia. La grande vetrata
in fondo al negozio lascia vedere il laboratorio del cioccolato dove i cioccolatieri
di Edouard realizzano con maestria le loro opere. Poi il banco delle praline:
oltre 30 tipi diversi. | |
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Dopo il
benvenuto formale da parte di Emanuele Padovani (dir vendite Italia Belcolade)
e di Antonia Nicoletti (dir marketing Gruppo Puratos) la giornata prosegue
con una interessante lezione di marketing dolciario tenuta dallo stesso Edouard.
In poco tempo il maestro cioccolatiere belga spazia con grande padronanza della
materia dalla psicologia al marketing, dalla PNL alla tecnica di vendita. In poco
più di due ore ci ha regalato un'esperienza decennale da mettere a frutto.
I colleghi cioccolatieri italiani seguono entusiasti e desiderosi di apprendere
quelle nozioni per poterle mettere a frutto nel proprio locale appena tornati. Un
piccolo break e poi via! Alla volta dell'abazzia di Orval dove nasce l'omonima
mitica birra trappista. In tutto il Belgio sono solo sei le birre trappiste ed
una di queste è proprio Orval. La direttrice ci riceve molto gentilmente
e ci fa visitare l'intero stabilimento davvero all'avanguardia. La particolarità
è che per essere "trappista", la birra deve essere realizzata
nelle mura dell'abazzia e quindi, non potendo allargarsi
ci si spinge in
verticale ma sotto terra per mantenere la bellezza architettonica esterna. Un
altro elemento degno di nota è che ogni anno i monaci decidono la quantità
che vorranno produrre per l'anno successivo in base alla necessità e si
limitano a questa. Il 55% dell'incasso è devoluto in beneficenza e la parte
restante a pagare i dipendenti e le opere necessarie alla ditta ed alla abazzia
stessa. Chiaramente dopo la visita
tappa in un locale vicino per degustare
un bel boccale di Orval! La giornata si conclude nuovamente nel locale di Edouard
dove il suo capo pasticcere ci presenta tre praline di sua creazione abbinate
a tre birre particolari. Il giorno seguente è tutto dedicato al cibo
degli Dei. Prima di tutto un mometo di formazione su cacao e cioccolato nella
sala conferenze della Belcolade con l'accento posto alla ricerca ed allo
studio. Poi un'interessante viaggio nel cuore della produzione della ditta: un
affascinante percorso nel ciclo produttivo del cioccolato belga tra raffinatrici,
conche ed impianti di colaggio dove colpisce immediatamente l'alta tecnologia
impiegata al servizio della qualità del prodotto. Inutile dire che vedere
e respirare la nascita del cioccolato è sempre un effetto incredibile!
Il lavoro continua con una degustazione di blend, cru e latte davvero spettacolari:
il frutto di tanto tempo speso a ricercare il cacao giusto che rispettasse i requisiti
del progetto "Cyrano" messo a punto da Belcolade. Il pomeriggio
è stato poi totalmente dedicato alla pratica. I partecipanti al viaggio
si sono divisi a squadre e si sono dati "battaglia" a colpi di creazione
di praline: al rosmarino, alla birra, ecc
Sarà l'aria belga, sarà
la bravura e preparazione di Edouard, Emanuele ed Antonia
ma è stato
un momento davvero splendido. E' particolare vedere artigiani che teoricamente
dovrebbero essere concorrenti
aiutarsi, scambiarsi pareri e consigli
il
tutto chiaramente sotto la supervisione del maestro belga. Qui ho iniziato a respirare
il vero spirito collaborativo belga: "aiutarsi tra colleghi per migliorare
il mercato, e non cercare di affossarsi l'un l'altro". Il giorno seguente
è stato dedicato al museo del cioccolato. Certamente il migliore
che abbia mai visitato: completo e molto esaustivo. Colpisce la ricchezza dei
pezzi esposti. Da numerosi reperti originali Aztechi a centinaia di oggetti dell'ultimo
secolo: tazze, cioccolatiere, molinilli e stampi. I quattro piani del museo terminano
con un grande laboratorio dove i cioccolatieri lavorano a vista ed illustrando
il loro lavoro. Il pomeriggio abbiamo avuto la possibilità di conoscere
diversi altri illustri nomi del cioccolato visitando alcune cioccolaterie nella
vera "Città del Cioccolato": Brugge. 80.000 abitanti e 65 cioccolaterie
una
più bella dell'altra. Il filo conduttore di tutte? Il cioccolato che trionfa
su tutto e sempre ma soprattutto la preparazione, cortesia e disponibilità
dei titolari dei locali
elemento che purtroppo non si trova con grande frequenza
in Italia dove, talvolta è molto più importante prestare attenzione
al forno piuttosto che dedicare 10 secondi a salutare un cliente
Il nostro
viaggio si conclude con una vera "ciliegina sulla torta": da "the
chocolate line" il laboratorio del mitico ed innovatore del cioccolato: Dominique.
Il pasticcere inventore del "Chocolate shooter". Una sorta di catapulta
per polvere di cacao che, miscelata con ginger e menta
sembra arrivare direttamente
al cervello. Si chiude un viaggio ma si aprono molte idee
La prima
è quella di impegnarsi a portare in Italia la filosofia belga della collaborazione
tra colleghi per migliorare l'intero mercato. Chococlub vorrebbe raccogliere
questa sfida proponendola dapprima ai propri associati professionali e poi ad
altri pasticceri che vorranno aderirvi. Davide
Ferrero |